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Come non farsi sequestrare i beni dal fisco

Avvocato Giovanni Palma > News  > Anomalie bancarie  > Come non farsi sequestrare i beni dal fisco

Come non farsi sequestrare i beni dal fisco

Il pignoramento di casa e conto corrente da parte dell’Agente della riscossione (Equitalia o Agenzia delle Entrate-Riscossione) non può estendersi oltre i limiti previsti dalle seguenti leggi.

Non farsi pignorare beni dall’esattore è possibile? Sembra una leggenda metropolitana, ma in realtà esistono dei sistemi assolutamente legali per dormire sonni tranquilli o, nei casi più disperati, ridurre i danni. Dunque, se hai ricevuto la notifica di una o più cartelle esattoriali e vuoi sapere come non farti sequestrare i beni dal fisco questa guida può fare al caso tuo. Con una precisazione terminologica: anche se comunemente si usa la parola «sequestro», il termine corretto è «pignoramento» (la prima è una misura normalmente collegata al compimento di reati). Ma procediamo con ordine.

Chi ha collezionato debiti con il fisco (si pensi l’Agenzia delle Entrate) o con la pubblica amministrazione (si pensi al Comune con le multe stradali), può evitare il pignoramento di alcuni dei propri beni grazie a una serie di semplici precauzioni. I paletti che la normativa sulla riscossione esattoriale ha fissato a tutela del contribuente consentono di mettere al riparo conto correntecasapensionestipendio. In particolare, l’esecuzione forzata da parte dell’Agente della Riscossione (Equitalia sino al 1° luglio 2017; Agenzia delle Entrate-Riscossione per il periodo successivo) deve rispettare limiti che la legge, invece, non impone ai creditori privati. Ecco quindi come non farsi sequestrare i beni dal fisco (o meglio «come non farsi pignorare i beni dal fisco»).

Indice

  • 1 Come evitare l’ipoteca sulla casa
  • 2 Come evitare il pignoramento della casa
  • 3 Come evitare il fermo auto
  • 4 Come evitare il pignoramento del conto corrente
  • 5 Come evitare il pignoramento della pensione
  • 6 Prescrizione per evitare il pignoramento dei beni

Come evitare l’ipoteca sulla casa

L’Agente della riscossione può iscrivere ipoteca sulla casa, anche se l’unica di proprietà del contribuente, a condizione che il debito maturato con le cartelle esattoriali – comprensivo di interessi, sanzioni e oneri della riscossione – sia almeno di 20mila euro.

Il contribuente che ha superato questa soglia può sicuramente effettuare un pagamento parziale per riportare l’esposizione debitoria al di sotto del tetto minimo dell’ipoteca. Per fare un esempio: se il debito maturato con le cartelle esattoriali è di 50mila euro e il contribuente versa 31mila euro – pagamento che l’Agente della riscossione non può rifiutare benché parziale – il fisco non può iscrivere ipoteca.

Chiedere la rateazione del debito non cancella l’ipoteca come invece avveniva prima dell’ultima riforma fiscale.

Inoltre si può evitare l’ipoteca se il contribuente non ha ricevuto, almeno 30 giorni prima, un preavviso di ipoteca. Senza tale comunicazione, l’ipoteca è nulla e può essere impugnata davanti al giudice.

Come evitare il pignoramento della casa

La casa può essere pignorata solo se ricorrono le seguenti condizioni:

  • è stata iscritta prima l’ipoteca;
  • il debito complessivo raggiunge la soglia di 120mila euro;
  • non si tratta dell’unico immobile di proprietà del contribuente, adibito a civile abitazione, non accatastato nelle categorie A/8 e A/9 ed ivi vi è stata fissata la residenza.

Dunque, per evitare il pignoramento della casa il contribuente può ad esempio:

  • pagare una parte del debito per ricondurre l’esposizione complessiva al di sotto del suddetto tetto; ad esempio, se la somma delle cartelle esattoriali ricevute arriva a 150mila euro, il cittadino può evitare il pignoramento effettuando un versamento parziale di almeno 31mila euro;
  • fare in modo di non avere altri immobili oltre a quello da tutelare, ivi iscrivendo la propria residenza (sempre che questo sia accatastato a civile abitazione e non sia A/8 e A/9). In tal caso, dovranno essere venduti gli altri immobili di proprietà o andrà effettuata la rinuncia all’eredità che disponga la successione di case, terreni, ecc. Fermo restando che la vendita o la donazione, così come la rinuncia all’eredità, possono essere atti impugnabili dal creditore (nei primi due casi con l’azione revocatoria).

Prima del pignoramento non è dovuto un preavviso come invece per l’ipoteca.

 

In sintesi:

  • per i debiti da 0 a 19.999 euro, il fisco non può toccare la casa;
  • per i debiti da 20.000 a 119.999 euro, il fisco può solo iscrivere ipoteca sulla casa, ma non può mai pignorarla e metterla all’asta (a meno che non lo faccia un altro creditore);
  • per i debiti da 120.000 euro in su, il fisco può procedere a pignorare la casa.

 

Come evitare il fermo auto

Non esistono importi minimi per eseguire il blocco dell’auto a chi non paga le cartelle esattoriali. Tuttavia il contribuente, se è un professionista o un imprenditore e riesce a dimostrare che il mezzo gli serve per lavorare, può chiedere la cancellazione del fermo.

Il fermo deve essere anticipato da un preavviso di 30 giorni prima; in mancanza il fermo è illegittimo e può essere impugnato.

Un terzo modo per evitare il fermo dell’auto è di chiedere la rateazione. In questo caso, con la prova del versamento della prima mensilità, l’Esattore non cancella il fermo (lo farà solo a debito ormai completamente estinto), ma rilascia una quietanza da depositare al Pra che consente di continuare a circolare.

Come evitare il pignoramento del conto corrente

Nel caso in cui sul conto corrente viene accreditato lo stipendio, la legge prevede che il deposito presente alla data della notifica del pignoramento possa essere prelevato dall’Esattore nella misura pari alla parte eccedente il triplo dell’assegno sociale (che per il 2017 è pari a 448,07 euro; il triplo è dunque 1.344,21 euro). Per esempio, se il contribuente ha sul conto corrente 2.000 euro al momento della notifica del pignoramento, il creditore potrà pignorare solo 655,79 euro (ossia 2.000 – 1.344,21); se invece dovesse avere solo 500 euro, tale somma non può mai essere pignorata. Dunque, per evitare il pignoramento del conto corrente bisogna tenere la provvista al di sotto di 1.344,21 euro. Gli importi successivamente erogati verranno pignorati nella misura di un quinto.

Se invece sul conto corrente vengono depositati altri redditi, questi possono invece essere pignorati fino al 100%.

Come evitare il pignoramento della pensione

Se la pensione viene accreditata sul conto corrente, valgono le regole appena dette per lo stipendio: le somme già accreditate possono essere pignorate solo nella parte che eccede il triplo dell’assegno sociale; le somme per i successivi emolumenti possono essere pignorate fino a un quinto.

Se la pensione viene pignorata in capo all’ente di previdenza, il pignoramento deve innanzitutto salvaguardare il cosiddetto minimo vitale pari all’assegno sociale (448,07 euro) aumentato di un mezzo per un totale di 672,10 euro; la restante parte può essere pignorata fino a massimo un quinto. Pertanto, se la pensione sociale è attualmente di 448,07 euro, il minimo di sopravvivenza impignorabile è pari a 672,10 euro (ossia 448,07 + 224,03 [che è la metà di 448,07]). Il risultato di tale operazione costituisce la parte di pensione impignorabile, sotto la quale cioè essa non può mai scendere nonostante il pignoramento.

Prescrizione per evitare il pignoramento dei beni

Per evitare il pignoramento è sempre bene controllare la prescrizione: difatti ben potrebbe essere passato il tempo sufficiente a estinguere il diritto del creditore. A riguardo leggi la nostra guida sui termini di prescrizione delle cartelle di pagamento.

fonte:laleggepertutti.it