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Costituzione tardiva: prove non ammesse

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Costituzione tardiva: prove non ammesse

Ai sensi dall’art. 23 del D.Lgs. n. 546 del 1992 l’ente o il concessionario deve costituirsi in giudizio entro sessanta giorni dal giorno in cui il ricorso è stato notificato, consegnato o ricevuto a mezzo del servizio postale, in caso contrario le prove non vengono ammesse in giudizio.

Per la Commissione Tributaria Provinciale di Napolisentenza n. 10974/23/15, il termine previsto dall’art. 23, comma 1, D.Lgs. n. 546/72 per la costituzione in giudizio della parte resistente è da considerarsi non perentorio e pertanto il resistente è da considerarsi legittimamente costituito, per quanto riguarda, invece, la memoria e la documentazione presentata dal resistente con la costituzione in giudizio, “devono considerarsi tardive, ai sensi dell’art. 32, sì che non possono essere prese in considerazione ai fini della decisione” (cfr. CTP Torino n. 29/06/14).

Il tutto nasce dall’impugnazione di una intimazione di pagamento non preceduta, a detta del ricorrente, da regolare notifica della cartella esattoriale. Il concessionario si è difeso sostenendo che l’intimazione di pagamento non rientra nell’elenco degli atti impugnabili di cui all’art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992.

Di diverso parere la CTP di Napoli, che ha fatto invece presente che è possibile l’impugnazione da parte del contribuente di un atto non espressamente indicato dall’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92, che, tuttavia, sia espressivo di una pretesa tributaria ormai definita (cfr. Cass. Sez. trib. sentenza 11 febbraio 2015 n. 2616).

Fatta questa premessa, la CTP afferma che “la circostanza relativa alla omessa notifica della previa cartella di pagamento assume rilievo dirimente”, posto che, per la Cassazione, “la mancala notificazione della cartella di pagamento comporta un vizio della sequenza procedimentale dettata dalla legge, la cui rilevanza non è esclusa dalla possibilità, riconosciuta al contribuente dall’art. 19, comma 3, D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, di esercitare il proprio diritto di difesa a seguito della notificazione dell’avviso di mora, e che consente dunque al contribuente di impugnare quest’ultimo atto, deducendone la nullità per omessa notifica dell’atto presupposto o contestando, in via alternativa, la stessa pretesa tributaria azionata nei suoi confronti”.

Nel caso di specie, Equitalia, essendosi costituita in ritardo, non ha potuto dimostrare la regolare notifica della cartella di pagamento. Pertanto la CTP non ha preso in considerazione, ai fini della decisione, né l’estratto di ruolo né la copia della relata di notifica della cartella di pagamento prodotti dal concessionario.

Dello stesso tenore è la sentenza n. 19151/15 del 18.08.2015, della CTP di Napoli, sezione 22 (difensore il collega Massimo Cristian Porrone) nella quale il giudice adito ha dichiarato inutilizzabili ai fini della decisione, a causa delle costituzione tardiva di Equitalia, i documenti dalla stessa prodotti, con particolare riferimento alla notifica dell’avviso di accertamento prodromico.

 

fonte:iltuotributarista.it