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Sport

UN LEADER ILLUMINATO PER LA FONDAZIONE FAIR PLAY

Giovanni Palma è un uomo eclettico per eccellenza, un leader illuminato. La sua passione è il diritto tributario, ma sente una forte attrazione anche per lo sport, per la politica, per il cinema. Ecco perché ha creato la fondazione Fai Play, di cui è presidente. Il fair play è il suo modo di vivere. Lo applica nella professione come nello sport. E lo predica ovunque si rechi e con chiunque abbia a che fare. “Basterebbe che ognuno di si comportasse un po’ meglio e la società risolverebbe miracolosamente tutti i problemi”

È famoso in tutta Europa, non solo come tributarista, ma anche come fervente sportivo, grande appassionato soprattutto di Calcio. Ecco perché con la stessa passione e competenza, riesce sempre ad armonizzare le richieste del Fisco con le possibilità dei clienti. Sostiene che non siano i popoli a farsi la guerra ma la loro cattiva politica. Adesso, alla presidenza di Fair Play, intende trasformare lo sport, che, purtroppo, infiamma troppo gli animi, oltre che un piacevole spettacolo di leale agonismo, anche uno strumento di pace. Ecco perché ha in programma il patrocinio di diverse manifestazioni in

Significato dell’espressione Fair Play

Per quanto difficile sia trasferire in Italiano il significato esatto dell’espressione FAIR PLAY, resta vero che l’etimo evoca, insieme, l’idea di GIUSTIZIA e di EQUITA’, da una parte, e quella di DIVERTIMENTO e di BELLEZZA, gestuale e spirituale dall’altra.

 

Il FAIR PLAY dunque comprende, in senso lato, l’etica e la morale; si può affermare che il suo territorio, in senso proprio, incomincia dove si esaurisce quello delle prime.

 

Una gara, infatti, può svolgersi in tutta osservanza alle norme del regolamento, ma il rispetto formale della norma non equivale al FAIR PLAY, cioè allo “SPIRITO DEL GIOCO” e alla sua “lucidità”.

 

Il medesimo “spirito del gioco” induce il concorrente a non avvalersi del vantaggio che il regolamento gli attribuirebbe sull’avversario, al quale un incidente impedisce di gareggiare in condizioni di parità sostanziale.

 

Il FAIR PLAY, dunque è un “MODO DI VIVERE”, espressione di libertà responsabile, di libertà dovuta, di rispetto della dignità di noi stessi e del nostro avversario.

E’ un atto di libertà dovuta in ragione della condivisione del primato della verità, senza porre sulla bilancia “dei costi e dei benefici” le prospettive del budget della possibile perdita d’immagine nel caso di sconfitta, e delle sanzioni dirette o indirette per la mancata soddisfazione delle attese anche finanziarie e/o pubblicitarie dello “sponsor o della federazione sportiva”.

 

E’ un atto dovuto al rispetto della dignità dell’altro.  Esso dà all’avversario il diritto di misurarsi “ad armi pari”, è un atto dovuto alla nostra stessa dignità, in quanto non è vittoria quella non conseguita in un autentico “confronto”.

 

Ci auguriamo che la fondazione sia d’ispirazione alle molte organizzazioni, agli allenatori, ai dirigenti sportivi, e a tutte le componenti calcistiche professionistiche ed amatoriali e soprattutto ai genitori dei piccoli calciatori che possano trarre da questa filosofia i medesimi frutti nell’educare alla vita.

 

La bellezza della fraternità sportiva del misurarsi nel gioco si riflette nei principi della nostra fondazione che si propone come un invito alla gioia di condividere la medesima passione e di onorare il PRIMATO DELLA VERITA’ e dell’HOMO LUDENS in relazione con l’altro.

 

Qui ritroviamo la pienezza della persona nel grande stadio della libertà.

E la evochiamo dal silenzio in cui la occultano i rumori dei teatri del mondo.