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Privacy, sanzioni pesanti per gli studi legali Rischia sanzioni tra i 10 e i 20 milioni di euro lo studio legale che non rispetta le nuove norme privacy. In caso di grandi studi internazionali, invece, la multa è essere compresa tra il 2 e il 4 per cento del fatturato mondiale

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Privacy, sanzioni pesanti per gli studi legali Rischia sanzioni tra i 10 e i 20 milioni di euro lo studio legale che non rispetta le nuove norme privacy. In caso di grandi studi internazionali, invece, la multa è essere compresa tra il 2 e il 4 per cento del fatturato mondiale

Rischia sanzioni tra i 10 e i 20 milioni di euro lo studio legale che non rispetta le nuove norme privacy. In caso di grandi studi internazionali, invece, la multa è essere compresa tra il 2 e il 4% del fatturato mondiale. Lo chiarisce il Consiglio nazionale forense, che ha messo a punto una guida per gli studi legali in vista dell’entrata in vigore, il 25 maggio prossimo, del nuovo regolamento privacy, con una serie di schede pratiche che passano in rassegna i dati che l’avvocato tratta nell’ambito del suo rapporto con il cliente, i dati relativi ai dipendenti e ai collaboratori di studio, il rapporto con i soggetti esterni allo studio, il sito web, l’adozione di buone prassi per la sicurezza dei dati, la nomina del responsabile della protezione dei dati. Indipendentemente dalla loro dimensione, dalla struttura e dall’area di attività, tutti gli studi legali dovranno adeguarsi al nuovo regolamento privacy.

I dati ai quali l’avvocato ha accesso nell’esercizio della sua attività sono infatti particolarmente sensibili: possono riguardare la salute, l’orientamento religioso politico o sessuale, dati giudiziari, situazione familiare, dati di minori e così via. Secondo la guida, la divulgazione anche accidentale di tali dati potrebbe ledere i diritti e la libertà delle persone coinvolte: l’avvocato dovrà pertanto avere una cura particolare nel proteggere tali dati, conformandosi alle previsioni normative che regolano la materia.

Al fine di evitare i pericoli della perdita di tali dati, gli avvocati dovranno prestare particolare attenzione: al fatto che le finalità di trattamento dei dati e la loro trasmissione siano chiaramente definite; che le misure di sicurezza siano precisamente individuate, definite e attuate; e che le persone coinvolte (segreteria, praticanti, colleghi, collaboratori a qualsiasi titolo) siano adeguatamente informate e coinvolte nel processo di protezione dei dati personali.

Anche nelle ipotesi in cui lo studio abbia esternalizzato a terzi alcuni servizi, per esempio utilizzi una segreteria virtuale o conservi i dati su cloud, prosegue la guida, l’avvocato dovrà prestare attenzione affinché i dati siano trattati in modo sicuro e nel rispetto delle norme. Il nuovo regolamento, però, sottolinea il Cnf, potrebbe anche essere un’occasione per lo sviluppo di nuovi spazi di intervento professionale: quali giuristi in possesso di particolari competenze potranno infatti prestare consulenza in materia di privacy ai loro clienti, e rivestire le funzioni di responsabile della protezione dei dati, ove in possesso anche di competenze tecniche specifiche.

Passando alle sanzioni, il garante privacy può rivolgere avvertimenti, ammonire l’avvocato, l’associazione o la società professionale, limitare temporaneamente o permanentemente un trattamento, sospendere i flussi di dati, ordinare di soddisfare richieste per l’esercizio dei diritti delle persone, ordinare la rettifica, limitazione o cancellazione dei dati o ritirare la certificazione di conformità concessa. Infine, può comminare una sanzione amministrativa tra i 10 e i 20 milioni di euro. In allegato, il Cnf pubblica un modello di informativa dove sono esplicitati i dati del titolare del trattamento e responsabile della protezione dei dati personali, le finalità del trattamento dei dati, la base giuridica del trattamento, le conseguenze della mancata comunicazione dei dati personali, la conservazione e la comunicazione dei dati. Infine, è allegato lo schema di registro dei trattamenti.

 

fonte:www.italiaoggi.it